GAGI, CIRASOLA SOSPESO DALLA PRESIDENZA

Il tribunale di Treviso ha disposto in via cautelare la sospensione della delibera che nel giugno del 2022 lo aveva confermato per l’ottavo mandato consecutivo alla guida del gruppo agenti. La giunta esecutiva ha già annunciato ricorso

GAGI, CIRASOLA SOSPESO DALLA PRESIDENZA
Vincenzo Cirasola non è più il presidente del Gruppo Agenti Generali Italia (GaGi). La notizia è arrivata lo scorso 19 gennaio, con un’ordinanza della seconda sezione civile del tribunale di Treviso che ha disposto in via cautelare la sospensione della delibera adottata nel giugno del 2022 dal consiglio direttivo del gruppo agenti per l’elezione del presidente.
Le sue funzioni, come previsto dal regolamento del GaGi, sono state provvisoriamente affidate al vice presidente vicario Federico Serrao. Il gruppo agenti ha già annunciato ricorso. “Facciamo presente che i nostri legali ritengono che ci siano valide motivazioni giuridiche per presentare il reclamo a tale provvedimento, che sarà depositato nei prossimi giorni”, si legge in una lettera che la giunta esecutiva della rappresentanza ha inviato agli associati lo scorso 24 gennaio.

IL CONGRESSO DI MONOPOLI

Il tribunale ha ritenuto ammissibile l’istanza cautelare di sospensiva che era stata in precedenza rigettata dalla stessa corte. “Sono emersi elementi nuovi”, scrive il giudice Bruno Casciarri nell’ordinanza.
Per comprendere la vicenda, bisogna fare un passo indietro e tornare con la mente ai giorni del congresso elettivo di Monopoli del 2022. L’assise, com’è noto, si era conclusa con la conferma di Cirasola alla guida del gruppo agenti per l’ottavo mandato consecutivo. Tuttavia, come evidenzia Casciarri, l’elezione “è avvenuta alla terza votazione, con la maggioranza di 21 voti contro i 14 dell’altro candidato, Luca Capato, in violazione dell’articolo 12 dello statuto che prevede che il candidato che abbia ricoperto la carica di presidente nei due mandati precedenti possa essere eletto esclusivamente nelle prime due votazioni che richiedono la maggioranza dei due terzi”.

LA MODIFICA ALLO STATUTO

Per aggirare l’ostacolo, prosegue il magistrato, “Cirasola e i suoi sostenitori si erano avvalsi del parere dell’avvocato Jader Ritrovato” ed evidenziato che, “a seguito della modifica statutaria deliberata dal consiglio direttivo del 25-26/11/2021 e recepita dal congresso il 17/6/2022, vi era stata una novazione statutaria con un azzeramento delle precedenti cariche, ovvero era venuta in essere una nuova associazione e Cirasola sarebbe stato alla sua prima elezione, con conseguente inapplicabilità dei limiti di cui all’art. 12 cit”. Detto in altri termini, secondo il parere del legale, la modifica allo statuto aveva di fatto cancellato l’esperienza del GaGi e dato vita a realtà associativa del tutto nuova. 
La suddetta modifica riguarda il depennamento dell’obbligo per tutti gli iscritti di aderire al fondo pensione del Gruppo Agenti Generali Italia.

NESSUNA NOVAZIONE STATUTARIA

Secondo Casciarri, non basta tuttavia una semplice modifica allo statuto per dar vita a una nuova realtà associativa. A detta del magistrato, non c’è stata infatti “alcuna novazione” e la delibera si riduce di fatto a un “semplice adeguamento dello statuto allo scioglimento del fondo pensione, senza che vi sia alcuna discussione sugli ipotizzati effetti novativi”. Casciarri evidenzia inoltre che il consiglio del gruppo agenti, nell’approvazione della delibera, si è avvalso della facoltà di derogare alla competenza generale dell’assemblea in caso di modifiche dettate da specifiche disposizioni di legge o dalla necessità di rendere la disciplina statutaria conforme al dettato normativo. “Se si fosse trattato di modifica capace di elidere il vincolo associativo e di rifondare una nuova associazione, il consiglio avrebbe dovuto rimettere la decisione all’assemblea, chiamata invece ex post a una mera ratifica”, evidenzia il magistrato. Altre evidenze indicherebbero poi una sostanziale continuità nelle attività della rappresentanza aziendale. “Tutti si muovono nella prospettiva della continuità, in primis Cirasola”, scrive Casciarri.

LA SPERANZA DI UNA COABITAZIONE PACIFICA

L’ordinanza del tribunale ha rigettato la richiesta di provvedere alla convocazione di un nuovo consiglio direttivo per procedere all’elezione del presidente. La previsione inserita nel regolamento, precisa Casciarri, ha infatti quale presupposto “la decadenza dall’incarico o le dimissioni, e non la mera sospensione (cautelare) della nomina”.
La giunta esecutiva del gruppo agenti ha preso atto della decisione della corte e, come già accennato, ha annunciato ricorso contro il provvedimento. “Siamo nel mezzo di una partita giudiziaria che sta arrecando gravi danni reputazionali al GaGi e, di fatto, rafforzando la compagnia”, si legge nella lettera. “Noi abbiamo sempre pensato che il vero avversario fosse fuori dal GaGi e per questo motivo – prosegue la missiva – chi vi scrive, oltre che essere costretto a sprecare tempo, energie e denaro per difendersi da questa vertenza, nel rispetto del mandato ricevuto con le elezioni di Monopoli, continua a stare vicino ai temi quotidiani degli agenti, in rappresentanza dei colleghi, per cercare di risolvere i loro problemi”. Nelle battute conclusive della lettera, la giunta esecutiva auspica che si possa trovare “un modo per lavorare tutti insieme, in una coabitazione pacifica, per affrontare con la determinazione, lungimiranza e coesione che ci ha sempre caratterizzato e che non dovrebbe mai venire meno, i tavoli negoziali che ci attendono”.

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